Lavoro notturno
COMPRENDERE MEGLIO I RISCHI PER PREVENIRE IN MODO EFFICACE

Quando si parla di lavoro in orari atipici, si fa riferimento a tutte quelle modalità organizzative che escono dallo schema classico del lavoro diurno, dal lunedì al venerdì. Rientrano in questa categoria:
il lavoro notturno,
i turni a rotazione, come il classico ciclo 3x8,
il lavoro nei weekend o su chiamata.
Queste modalità possono generare rischi significativi per la salute, soprattutto se protratte nel tempo.
Lavoro notturno: effetti sulla salute e sicurezza
Tra tutte le forme di lavoro atipico, il lavoro notturno è quello che presenta i rischi più marcati. La causa principale è la desincronizzazione dell’orologio biologico, che provoca una carenza cronica di sonno. Questa situazione può determinare effetti importanti:
sul piano fisico: disturbi del sonno, alterazioni metaboliche, aumento del rischio cardiovascolare;
sul piano cognitivo e psicologico: riduzione della vigilanza, cali di attenzione, aumento della probabilità di incidenti;
sul piano sociale e mentale: isolamento, difficoltà nella gestione della vita familiare, maggiore esposizione a rischi psicosociali.
Cosa è importante sapere per prevenire i rischi del lavoro notturno
🔹 Non ci si abitua mai veramente al lavoro notturno
L’essere umano è per natura diurno. Anche dopo anni, non ci si adatta completamente al lavoro notturno. La mancata adattabilità comporta riduzioni di vigilanza, sonnolenza e, di conseguenza, più infortuni sul lavoro e in itinere.
🔹 L’esperienza non elimina la sonnolenza
Neppure l’esperienza protegge dal calo fisiologico di vigilanza che si verifica, in media, tra le 2:00 e le 5:00 del mattino. L’unico rimedio efficace è la micro-siesta, ovvero brevi pause rigeneranti durante il turno.
🔹 Il lavoro notturno incide anche sulla salute mentale
Chi lavora di notte ha un rischio maggiore di sviluppare disturbi dell’umore, come depressione e ansia. Questi problemi sono legati alla cattiva qualità del sonno, alla difficoltà di mantenere una vita sociale e familiare stabile, e alla maggiore esposizione a stress e pressioni organizzative.
L’azienda può (e deve) agire: strategie di prevenzione
Il lavoro notturno non è sempre evitabile, ma le aziende possono ridurre i rischi adottando misure organizzative e ambientali mirate. Ecco alcune azioni concrete da mettere in atto:
✅ Intervenire sull’organizzazione del lavoro
Anticipare le fasce orarie di ipovigilanza e alleggerire il carico cognitivo e fisico soprattutto a fine turno.
Privilegiare le rotazioni rapide nei turni (più facili da tollerare).
Pianificare pause per micro-sieste durante il turno.
Assegnare prioritariamente i turni notturni a personale volontario e idoneo.
✅ Adattare gli orari di lavoro
Evitare turni superiori alle 8 ore, soprattutto di notte.
Ritardare l’orario di inizio turno del mattino, idealmente dopo le ore 6:00.
✅ Migliorare gli ambienti di lavoro
Gestire l’illuminazione: luce intensa a inizio turno per stimolare la vigilanza, più tenue verso la fine.
Allestire spazi di riposo dedicati alla micro-siesta, silenziosi e confortevoli.
✅ Informare e formare il personale
Sensibilizzare sui rischi del lavoro notturno e sui suoi effetti sulla salute.
Promuovere buone pratiche di igiene del sonno e alimentazione, anche attraverso programmi formativi mirati.

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